"Il tram dei nuovi incontri" di Valentina G. Bazzani


Hello Dreamers, 
oggi sono lieta di partecipare ad un progetto nato dalla collaborazione tra la mente creativa di Valentina G. Bazzani e la frizzante personalità di Cristina Pace dell'alter blog "Perchè lo dice Krilli" che hanno dato vita alla meravigliosa iniziativa "Dalla Parte del Cuore". Dal 15 agosto infatti, sui diversi blog che hanno aderito all' iniziativa, sarà possibile leggere in maniera completamente gratuita, un racconto nato dalla penna di Valentina mixata alla personalità delle blogger coinvolte. Il filo conduttore del progetto è l'amore in qualsiasi forma si possa manifestare nella vita. Durante il progetto protete leggere di molte delle sue sfaccettature, ma ve ne sono ancora molte celate in ognuno di noi, che ancora dobbiamo imparare a scoprire e riconoscere. 
Senza ulteriori indugi vi presento: 

IL TRAM DEI NUOVI INCONTRI
Non mi decido a iniziare. Per quanto ci provi, per quanto fissi il quaderno, le parole non vogliono uscire. Restano impigliate fra i pensieri sconnessi e le lacrime che sento scorrermi sulle guance asciutte, anche non ne ho versata ancora nemmeno una.
Non posso scrivere.
Non riesco a piangere.Il tram sussulta e imbocca un’altra via. È come se fossi seduta qui da anni, invece sono salita solo pochi minuti fa, alla fermata davanti alla chiesa.
Ho pensato che sarebbe stato più facile dirtelo qui, sul nostro tram: sono arrabbiata con te. Mi hai lasciata senza neanche dirmi addio. Ripetevi sempre che il saluto era un gesto importante, ma quella mattina avevamo litigato, non ricordo più nemmeno per cosa, e sei uscito in silenzio.
Quando arrivo all’università ho l’impressione vederti salire, ma tu ovviamente non puoi. Ti ho lasciato alle spalle, ormai. Con la matita disegno sul foglio un puntino e da lì proseguo con una linea. Conosco quel percoso a memoria, come se fosse scritto sul palmo della mia mano. Ogni fermata è una tappa, parla di noi.
Davanti al negozio di fiori ci siamo baciati per la prima volta. Sotto quel portone avevamo cercato rifugio dalla pioggia e ne hai approfittato per chiedermi di sposarti. Davanti allo stadio invece ti ho detto che ero incinta. Continuo a rivivere quei momenti mentre il tram attraversa la città.
Non so cosa farò una volta arrivata al capolinea, quando dovrò tornare indietro alla mia vita. Qui mi sento come sospesa nel tempo e mi sembra ancora di averti accanto.
Un uomo si siede accanto a me, poi una donna con una bambina in braccio. Non alzo mai lo sguardo, non ci riesco, questo spezzerebbe la magia. Mi riporterebbe alla realtà. Come posso scendere da questa corsa senza fine? Innamorarmi ancora. Fidarmi del prossimo…
Te ne sei andato e hai lasciato il mio cuore vuoto. Trovo consolazione solo qui. È già il terzo giorno che seguo questa strana routine, prendo il tram davanti alla chiesa in cui ti ho salutato per l’ultima volta e arrivo fino al capolinea. L’autista è sempre lo stesso. Mi accoglie con sorriso gentile a cui segue sempre un: «Buongiorno, signorina». Poi si tocca la visiera del cappello, proprio come facevi tu. Sono la sua prima passeggera e anche l’ultima di quella tratta. Quando scendo mi saluta allo stesso modo, questa volta però aggiunge: «Le posso chiedere perché è così importante questa corsa, per lei?»
Né Clemens né tantomento Theo me l’avevano chiesto, limitandosi a dire che era una cosa strana.
«Qui ho conosciuto mio marito».L’autosta sorride e sfila una sigaretta da dietro l’orecchio. La porta alle labbra ma non l’accende: «Vedo molte persone incontrarsi sul mio tram. Ma solo poche alzano lo sguardo e si accorgono di chi hanno accanto».
Capisco benissimo cosa vuole dire. Sembra quasi te, quando parlavi dell’importanza di riconoscere i piccoli momenti speciali della vita. Questo sembrava proprio uno di quelli. Non pensavo ce ne sarebbero più stati.
«Mi chiamo Maurice», allunga una mano, la sigaretta che pende ancora dalle labbra aperte in un sorriso.
Improvvisamente ho paura. Non di lui, ma di quello che può rappresentare questo incontro. «Clara».
«Ti posso accompagnare per un tratto di strada, Clara?»
Le stesse identiche parole che mi avevi detto tu. Ricordo quanto fosse importante per te condividere il tuo percorso qualcuno.
«Grazie, magari un’altra volta». Lo saluto e scendo.
Non salirò più su quel tram, ormai non ne ho più bisogno.

Un racconto che parla di amore e sofferenza, ma anche di nuovi inizi, perchè come la vita ci insegna anche le cose più belle sono destinate a finire, ma questo non significa assolutamente che non possa riservarene altre meravigliose.
E voi cosa ne pensate di questo racconto, fatecelo sapere se vi va in un commento qui sotto, e restate connessi perchè le soprese non finiscono qui il nostro tuor nei meandri amori continua il prossimo mercoledì su un nuovo blog con un nuovo racconto. E se vi siete persi qualcosa vi invito a seguire la pagina facebook del blog e/o la pagina dedicata all' iniziativa HERE dove potrete trovare tutti i racconti precedenti ed il calendario con le nuove uscite settimanali che ci accompagneranno ancora per qualche settimana. ♥

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